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Il nostro sistema

I documenti societari

Attraverso questi documenti societari, condividiamo in modo trasparente le decisioni, le delibere e i principali dati contabili relativi alla nostra attività.

E' un accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche dei paesi aderenti. 

Cosa comporta per le banche 
  • Le banche devono classificare i propri clienti in base alla loro rischiosità, attraverso procedure di rating. Devono accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai vari rapporti di credito assunti. 
    Maggior rischio = maggiori accantonamenti.

Cosa comporta per le imprese 

  • Le imprese, in particolare le PMI, devono attuare politiche, gestionali e di bilancio, che abbiano lo scopo di rafforzare la propria struttura e la propria immagine per affrontare serenamente l'esame dei rating bancari. 

Quando è entrato in vigore 

  • La disciplina Capital Requirements Directive (CRD), recepita dalla Banca d'Italia con la circolare n. 263/2006, è entrata in vigore dall'inizio del 2007 quale fondamento per l'introduzione della normativa di Basilea II nell'Unione Europea.

Fasi Attuative 

  • La circolare n.263/2006 della Banca d'Italia, che disciplina le metodologie di gestione dei rischi da parte delle banche e gli indirizzi ed i criteri dell'attività di supervisione della Banca d'Italia stessa per assicurare la stabilità del sistema bancario, persegue il proprio obiettivo attraverso tre pilastri:
    1. Requisiti Patrimoniali Minimi
    2. Controllo Prudenziale
    3. Disciplina di Mercato.
Primo Pilastro (Requisiti Patrimoniali Minimi) 
  • Prevede un requisito patrimoniale minimo per fronteggiare i rischi tipici dell'attività bancaria e finanziaria (di credito, di controparte, di mercato e operativi), e, allo stesso tempo, permette l'uso di metodologie alternative per il calcolo dei rischi stessi 

Secondo Pilastro (Controllo Prudenziale) 

  • Promuove la collaborazione tra banche e Autorità di Vigilanza Nazionali chiamate a dare un giudizio sull'adeguatezza del controllo dei rischi approntato da ciascuna banca.  In particolare, viene introdotto un processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale, ICAAP, che richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti per determinare il livello di capitale interno adeguato a far fronte ad ogni tipologia di rischio. 
Terzo Pilastro (Disciplina di Mercato) 
  • Introduce l'obbligo di informare il pubblico con apposite tabelle informative sulla propria adeguatezza patrimoniale all'esposizione ai rischi ed alle caratteristiche generali dei sistemi di gestione, controllo e monitoraggio dei rischi stessi. 

Informativa al Pubblico - Basilea 3 - III Pilastro

Il presente regolamento disciplina i lavori dell’Assemblea ordinaria e straordinaria dei soci e l’elezione delle cariche sociali della Banca.

In attuazione delle nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale sui soggetti collegati, il Consiglio di amministrazione della Banca in data 26.07.2012 ha approvato le Procedure deliberative in tema di attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati.

Obiettivo delle menzionate disposizioni, che entrano in vigore il 1 gennaio 2013, è quello di presidiare il rischio che la vicinanza di taluni soggetti ai centri decisionali della Banca possa compromettere l’oggettività e l’imparzialità delle decisioni relative alla concessione di finanziamenti e ad altre transazioni nei confronti dei medesimi soggetti, con possibili distorsioni nel processo di allocazione delle risorse, esposizione della Banca a rischi non adeguatamente misurati o presidiati, nonché potenziali danni per depositanti e Soci.